Sì. Un secondo laboratorio, una seconda bottega, diversi cantieri: la sede è un DATO che descrivete al momento della generazione, non una versione del software da acquistare. Ogni record è associato alla propria sede, le liste si filtrano, gli indicatori si calcolano su ciò che avete delimitato, e nessuna voce della griglia tariffaria dipende dal numero di sedi. Due limiti meritano di essere conosciuti prima di partire, e contano davvero: non esiste un selettore GLOBALE di sede che cambi l’intera applicazione in un colpo solo, e gli account non hanno restrizioni per sede, un account con diritti di lettura può leggere tutto. Questa pagina spiega cosa funziona, quale forma scegliere in base alle vostre sedi e cosa richiederebbe invece uno sviluppo personalizzato.
La trappola non è il prezzo, ma la duplicazione
Ciò che emerge costantemente dai confronti settoriali è questo: quando un’azienda piccola apre una seconda sede senza uno strumento pensato appositamente, installa semplicemente una COPIA di quello già esistente. Il risultato? Due file indipendenti, due sistemi di fatturazione separati e nessuna visione d’insieme, a meno di compilarla manualmente alla fine del mese. A questo si aggiunge una frustrazione più subdola: molti strumenti pubblicizzano la «multibottega» senza offrire un vero controllo centralizzato, avete aggiunto delle casse, non avete costruito una rete.
La domanda, quindi, non è «questo software offre un’opzione multi-sede?», ma «come viene rappresentata la sede nei miei dati?». Si tratta di un problema di MODELLAZIONE, ed è proprio qui che un’applicazione descritta e poi generata si comporta in modo diverso rispetto a un prodotto preconfezionato: non c’è alcuna versione superiore da sbloccare, ma una descrizione da scrivere correttamente una volta per tutte.
La sede è un dato, non una versione del software
Concretamente, la descrivete come ogni altro elemento: «Ho due laboratori, Nord e Sud; ogni intervento, ogni pezzo in magazzino e ogni cliente è associato a uno dei due, e voglio vedere i miei dati suddivisi per laboratorio.» Il generatore produce quindi la struttura corrispondente, l’entità o la lista di valori, l’associazione di ogni record, gli schermi che filtrano. Nulla è lasciato all’indovinello: ciò che non scrivete non esiste, e ciò che scrivete viene prodotto in modo deterministico.
Un punto va chiarito esplicitamente, perché è insolito: nessuna voce della griglia tariffaria dipende dal numero di sedi. Le formule si distinguono in base al numero di applicazioni attive e al volume di generazione, non in base al numero di sedi, laboratori o cantieri seguiti dalla vostra applicazione. Una terza sede non è una nuova soglia da superare, ma semplicemente un valore in più in una lista.
Quale forma scegliere in base alle vostre sedi
Esistono due forme distinte, e non offrono lo stesso risultato: meglio scegliere consapevolmente. Se le vostre sedi sono poche e stabili, due laboratori, tre botteghe, dichiaratele come una LISTA DI VALORI. È la forma che offre di più: il pannello filtri include allora un selettore di sede accanto alla barra di ricerca, il filtro scelto rimane nell’indirizzo della pagina, quindi un link tipo «interventi in ritardo presso il laboratorio Sud» può essere inviato a un collega così com’è, e le viste raggruppate per stato possono raggruppare anche per sede.
Se le vostre sedi sono vere e proprie schede, con indirizzo, responsabile, orari di apertura, contatti, allora sono ENREGISTRAZIONI autonome, collegate agli altri dati. Ci guadagnate la scheda completa della sede, ma perdete il selettore immediato: il pannello filtri inserisce un criterio dedicato solo per le liste di valori; gli altri campi sono invece inclusi nella ricerca full-text, che li copre già. In entrambi i casi, però, un indicatore della dashboard può essere limitato a una singola sede con un clic che porta direttamente alla lista corrispondente, già filtrata.
I due limiti da conoscere prima di partire
Il primo: non esiste un selettore GLOBALE di sede. Il filtraggio opera in ciascuna lista, non c’è un interruttore in cima allo schermo che metta tutta l’applicazione «in modalità laboratorio Sud» per tutta la sessione. Per una piccola struttura che cerca proprio una visione d’insieme, questo non è un problema, anzi, è l’esatto opposto del problema descritto sopra. Per chi invece passa la giornata su una sola sede e non vuole mai vedere le altre, è un vero disagio: meglio saperlo fin dall’inizio.
Il secondo limite è più serio: gli account non hanno restrizioni per sede. Un’applicazione che richiede l’accesso include una vera gestione utenti, ciascuno con le proprie credenziali, in sola lettura o con diritti di modifica, ma questi diritti riguardano l’applicazione nel suo insieme, non un perimetro specifico. Un account con diritti di lettura può leggere tutto. Se la riservatezza tra le sedi è un requisito, ci sono due strade: far implementare tale isolamento nel codice, che è vostro ed esportabile, oppure generare un’applicazione separata per ogni sede, accettando però di ritrovarsi esattamente con il problema iniziale: l’assenza di una visione d’insieme. Meglio saperlo in anticipo che scoprirlo dopo.