Vai al contenuto principale

Domande

Posso creare un'applicazione per un cliente e consegnargliela?

Sì. I termini generali cedono i diritti sul codice generato, su tutti i piani, incluso quello gratuito, e autorizzano espressamente il suo utilizzo, la modifica, l’hosting, la distribuzione, la commercializzazione, la rivendita o la pubblicazione sul vostro sito personale. Tuttavia, tre precisazioni modificano ciò che effettivamente consegnate, ed è meglio conoscerle prima di firmare: la cessione non garantisce alcuna esclusività; il piano gratuito concede in cambio a Blueprint una licenza sulle applicazioni da esso prodotte; e i componenti open source integrati richiedono di mantenere le relative menzioni di licenza. Ciò che resta vietato è altrove: la rivendita dell’accesso al servizio Blueprint stesso. Questa pagina chiarisce esattamente dove cadono questi confini. Descrive un contratto, non un parere legale.

Cosa vi cedono i termini, e su quale piano

La clausola è esplicita e non dipende dal piano scelto: Blueprint cede tutti i diritti che potrebbe detenere sul codice dell’applicazione generata a partire dalle vostre descrizioni, e questa cessione si applica su tutti i piani, compreso quello gratuito. Vengono elencati uno per uno gli usi consentiti, utilizzare, modificare, distribuire, ospitare, commercializzare, rivendere o pubblicare l’applicazione sul vostro sito personale, inclusa la rivendita o la pubblicazione sul vostro sito personale. Per un freelance o un’agenzia, questa è la risposta alla domanda che di solito blocca tutto: potete fatturare a un cliente un’applicazione prodotta qui e consegnargliela.

Il confine sta altrove, ed è netto: la cessione riguarda il RISULTATO, non gli strumenti che lo producono. Blueprint mantiene la proprietà della piattaforma, il motore di generazione, i builder, lo stesso design system, e voi non acquisite alcun diritto di rivendere o ridistribuire l’accesso al servizio. In altre parole, consegnare al cliente l’applicazione generata è previsto; rivendere loro l’accesso al generatore no. La distinzione è identica a quella di qualsiasi altro strumento produttivo: ciò che esce dall’officina è vostro, l’officina no.

La frase scomoda: «non garantisce alcuna esclusiva»

I termini aggiungono una precisazione che pochi strumenti formulano con altrettanta chiarezza: secondo il diritto applicabile, un codice interamente prodotto da un’intelligenza artificiale potrebbe non essere idoneo alla protezione del diritto d’autore. La cessione riguarda i diritti esistenti «se presenti», non crea diritti che altrimenti non esisterebbero, né garantisce alcuna esclusiva. Non si tratta di una semplice clausola formale: è lo stato attuale del dibattito giuridico sulle opere generate dall’IA, e vale per tutti i generatori, indipendentemente dal fatto che i loro termini lo dichiarino esplicitamente o meno.

La conseguenza pratica, per voi come per il vostro cliente, è questa: ciò che vendete è un’applicazione funzionante, adattata a un determinato settore, più il vostro lavoro di definizione dei requisiti, rielaborazione e messa in servizio, non un monopolio su righe di codice. Un contratto onesto descrive quindi chiaramente cosa viene consegnato e cosa sarà dovuto successivamente, anziché promettere un’esclusiva che nessuno può garantire. Nello stesso spirito, i termini specificano che il codice è fornito «così com’è», senza alcuna garanzia di assenza di violazioni di diritti di terzi: la verifica prima del rilascio rimane vostra responsabilità.

Il piano su cui generate modifica ciò che consegnate

Il piano Découverte è gratuito, e la controprestazione è esplicitamente indicata: per le applicazioni generate su questo piano, concedete a Blueprint una licenza non esclusiva e mondiale che gli consente di visualizzarle, di esporle come esempi in una galleria pubblica e nelle sue comunicazioni, e di utilizzare tali applicazioni, le loro specifiche e i relativi dati di generazione per migliorare i servizi dell’ecosistema, inclusa la fase di addestramento dei motori. Su piani a pagamento tale licenza non si applica: Blueprint non espone le vostre applicazioni come esempi né le utilizza per migliorare i propri servizi, salvo vostro espresso consenso. Per un progetto commissionato da un cliente, questo è il primo punto da definire, ancor prima di discutere il prezzo.

Una seconda differenza, più evidente, distingue i due regimi: sul piano Découverte il deployment inserisce discretamente un badge «Creato con Blueprint» nell’applicazione online, è il sistema che rileva automaticamente il piano del proprietario e inserisce il badge di conseguenza, mentre i piani a pagamento ne consentono la rimozione. L’archivio esportato, invece, non lo contiene mai: il badge viene aggiunto al momento del deployment, non nel pacchetto. I piani sono descritti nella pagina dei prezzi: Découverte a 0 € con 3 applicazioni attive, Pro a 25 €/mese con 25, Max a 149 €/mese con 100 applicazioni e accesso al livello Masterpiece.

Cosa riceve realmente il cliente, e cosa gli dovete dire

L’applicazione consegnata è un normale progetto Next.js e Prisma, scaricabile come archivio ZIP o inviato a un repository GitHub. Non dipende da Blueprint né per funzionare né per essere presa in carico: il file di ambiente scritto al momento del deployment contiene l’indirizzo del database e due segreti tecnici, nessuna chiave di modello, e nessuna delle dipendenze dichiarate nel pacchetto è un client di intelligenza artificielle È proprio questo a permettere al vostro cliente di affidare l’applicazione allo sviluppatore di sua scelta, ed è anche ciò che dovete spiegargli, perché è inevitabilmente la prima domanda che gli verrà in mente.

Resta però l’obbligo che accompagna il codice: l’applicazione si basa su componenti open source, il design system @blueprint-modular/core sotto licenza Apache 2.0, oltre a Next.js, React e Prisma. Queste licenze sono permissive: autorizzano l’uso commerciale e la redistribuzione, ma richiedono di conservare le menzioni di licenza e, ove previsti, i file NOTICE. Quando oggetti Modular sono integrati nell’applicazione, il pacchetto genera automaticamente i file corrispondenti, licenza, NOTICE e attribuzioni, con l’impronta di ciascun oggetto. Per le restanti dipendenze, le licenze viaggiano insieme alle dipendenze stesse, come avviene in ogni progetto dello stesso ecosistema.

Per approfondire

Domande correlate

Generare un'applicazione per un cliente